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domenica 27 giugno 2010

L'alfabeto


Forse mai nessuno di noi si è soffermato a riflettere sull’importanza dell’alfabeto (dalle lettere greche “alfa” e “beta”) che, come recitano i vocabolari, indica una “serie ordinata dei segni grafici che rappresentano i suoni vocalici e consonantici di una lingua”. Senza questa serie ordinata di segni sarebbe veramente impossibile consultare un vocabolario o un elenco telefonico. Galileo Galilei ci parla di questa “serie ordinata” di segni perché nel 1633 aveva intuito l’importanza di questo meraviglioso fenomeno della combinazione delle lettere dell’alfabeto.
“Io ho un libretto nel quale si contengono tute le scienze, e con pochissimi altri se ne può formare una perfettissima idea: e questo è l’alfabeto; è non è dubbio che quello che saprà ben accoppiare e ordinare questa o quella vocale con quelle consonanti o con quell’altre, ne caverà le risposte verissime a tutt’i dubbi e ne trarrà gli insegnamenti di tutte le scienze e di tutte le arti, in quella maniera appunto che il pittore da i semplici colori diversi, separatamente posti sopra la tavolozza, va, con l’accozzare un poco di questo con un poco di quello e di quell’altro, figurando uomini, piante, fabbriche, uccelli, pesci ed insomma imitando tutti gli oggetti visibili, senza che sulla tavolozza siano né occhi né penne né squame né foglie né sassi”. (“Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo”).

1 commento:

il puntiglioso ha detto...

Ma dove pesca tutte queste "chicche", carissimo e stimatissimo dott. Raso?