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giovedì 3 giugno 2010

Drastici provvedimenti...





Chissà quante volte, cortesi blogghisti, avete sentito frasi tipo “sono stati presi drastici provvedimenti per limitare i danni...”. Bene, anzi male, malissimo: quell’aggettivo “drastici” - a nostro modo di vedere - è adoperato impropriamente nel significato di “severi”, “notevoli”, “risoluti” e simili. Perché il suo impiego fosse adoperato sempre a proposito sarebbe necessario che tutti ne conoscessero il suo... impiego originario. Vediamo, intanto, la sua origine. Viene dal greco “drastikòs”, tratto da “dràô”, “agire” (http://www.etimo.it/?term=drastico&find=Cerca). Drastico significa, quindi, “che agisce con efficacia”. Per il suo significato fu adoperato, in origine, in campo medico: è un drastico medicinale, volendo evidenziare, per l’appunto, la sollecita efficacia. In seguito se ne fece un uso metaforico non condiviso dal linguista Alfredo Panzini quando sosteneva che i “drastici” provvedimenti presi gli sembravano un po’ troppo metaforici. Se drastico significa, infatti, “che agisce con efficacia” non si può sostenere che i provvedimenti sono drastici fino a quando non se ne sono visti gli effetti. Ma questo significa voler cercare, a tutti i costi, il classico pelo nell’uovo; anche se facciamo nostra la tesi del Panzini. L’uso improprio, per non dire abuso o addirittura errore, nasce - come dicevamo all’inizio - quando al predetto aggettivo si vuol dare il significato di “notevole”: c’è stato un drastico aumento delle bollette telefoniche. Oppure quando si adopera drastico come sinonimo di “severo”. Basterebbe - prima di scrivere - riflettere un attimo sul significato delle parole da adoperare (ricorrendo, magari, all’ausilio di un buon vocabolario) per non incappare in inesattezze o, peggio, in errori che alcune volte rasentano il ridicolo: la situazione meteorologica è drastica, ancora mal tempo su tutta la penisola. Abbiamo esagerato? Decidete voi, amici amanti del bel parlare e del bello scrivere.

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Ancora una parola da salvare, esattamente un verbo: BORDARE, vale a dire picchiare ferocemente, bastonare. È un verbo cosiddetto denominale provenendo dal sostantivo "bordone", che era il bastone che usavano i pellegrini, per appoggiarsi, durante il viaggio.

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