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venerdì 30 aprile 2010

Piazzare e rimpiazzare (rimpiazzarsi)


Ecco due verbi che - anche se attestati dai vocabolari - a nostro modo di vedere - sono da evitare in buona lingua italiana essendo dei francesismi. Entrambi derivano, infatti, dal francese “place” (piazza, posto, luogo, spazio). Il primo si può benissimo... “rimpiazzare”, secondo i casi, con “disporre”, “collocare”, “mettere”, “fissare”, “sistemare”,
“vendere”, “giungere”, “arrivare” e simili: quel commerciante disonesto mi ha “piazzato” (venduto) una lavatrice usata; quel maratoneta si è “piazzato” (è arrivato) quarto. Nel gergo ippico, però, “cavallo piazzato” è ormai consolidato e quindi... insostituibile. Il secondo, sempre secondo i casi, si può - in buona lingua - sostituire con... “sostituire”, “succedere”, “subentrare”, “supplire”, “dare il cambio”, “scambiare” e simili: Giulio è stato chiamato a “rimpiazzare” (sostituire) il capufficio, che è in ferie.

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